Le Cassatelle Ragusane.

Oggi vogliamo condividere un “must” di questi giorni, dolce tipico della tradizione gastronomica Siciliana e più in particolare della provincia di Ragusa.

Le “Cassatelle di Ricotta dolce”. Declinazione della più celebre versione Palermitana o Siciliana in genere.

Immancabile in ogni tavola per il giorno di Pasqua si preparazno già dal Venerdì Santo per essere consumate nei giorni immediatamente successivi.

L’origine di questi deliziosi canestrini di pasta dolce a base di ricotta dolce profumata con cannella o arricchita da gocce di cioccolato non è chiara; alcuni ne attribuiscono la paternità ai Greci che usavano offrire alle loro divinità, come buono auspicio, pasti di forma circolare. Un simbolo, il cerchio completo, significato di pienezza e continuità, come la vita, il sole, un messaggio positivo e di ciclo compiuto.

 

“Cu nnappi nnappi r’e cassateddi i Pasqua” 

chi ne ha avute ne ha avute di cassate di Pasqua- 

Si racconta che le monache del Monastero di Santa Olivia, a  Palermo, il Venerdì Santo avevano il compito di preparare le Cassate per la gente dei paesini vicini. Le richieste erano parecchie, molte di più di quelle che le monache potevano soddisfare senza venir meno ai loro impegni relativi alle funzioni religiose, ai quali non potevano certo sottrarsi. Il Vescovo così ordinò loro di dimezzare la preparazione dei dolcetti, per poter così dedicarsi ai loro doveri religiosi. Da qui l’origine del detto!

 

Per realizzare le “Cassatedi ri Pasqua”:

500 grammi di farina di semola, 100 grammi di strutto, 1 uovo, 10cl di acqua, 2 cucchiai di zucchero, (potete anche personalizzare l’impasto con un cucchiaio di Marsala o con del vermuth)

Lavorate con disinvoltura gli ingedienti, fino ad ottenere un composto liscio, sodo e ben duro, regolandovi con la quantità d’acqua che eventualmente può essere aggiunta o ridotta. Formate una palla e lasciatela riposare 30 minuti chiusa con la pellicola o coperta da un canovaccio.

In questo frangente potete occuparvi della farcitura per la quale avete bisogno di:

500 grammi di ricotta vaccina (del giorno prima sarebbe l’ideale, in modo che sia ben asciutta e compatta), 1 uovo, 100 grammi di zucchero al velo, gocce di cioccolato a piacere, cannella in polvere, scorza di un limone.

Noi personalmente preferiamo lavorare la ricotta e tutti gli ingredienti a mano con una frusta, aggiungendo alla ricotta e all’uovo lo zucchero al velo poco per volta, ma potete anche frullare il tutto con un robot da cucina. L’importante è che il risultato sia una crema ben stabilizzata e liscia. Lasciate quindi riposare.

 Stirate la pasta al mattarello o con la macchina per la pasta per la quale consigliamo la misura con la tacca al 4.

Create dei cerchi da circa 10/15 centimentri con un bicchiere e ritagliate con una tagliapasta a rotella oppure utilizzate un coppapasta, all’interno del disco che avete creato è fondamentale inserire il “milo”, una circonferenza di pasta che accolga la farcitura (tenetelo ad un paio di centimentri dal bordo) per evitare che il tortino perda la forma circolare.

Avvolgete il milo con la pasta esterno e “pizzicate” otto volte per tutta la circonferenza. (questa operazione richiede particolare abilità e classe). Riempite così i tortini che avete formato con l’impasto di ricotta e spolverate generosamente con la cannella in polvere.

Forno statico, 250 gradi per circa 10 minuti. La pasta dovrà essere ben dorate e la ricotta leggermente scurita. Il risultato sarà una tartelleta il cui ripieno si sarà gonfiato parecchio, ma si stabilizzerà non appena tolto dal forno. Se la consumate subito (sconsigliato) dovrebbe risultare estremamente croccante ma acquisirà la giusta morbidezza dopo qualche ora di riposo. Questo sarà a vostra discrezione.

Buona Pasqua a tutti.

Vi abbracciamo.

 

Staff.